Trattato per una Costituzione Europea : Dichiarazione del Mouvement de la Paix
Il Mouvement de la Paix agisce affinché si stabiliscano nuove relazioni tra i popoli, gli stati, le strutture internazionali, regionali, continentali o mondiali che si sono storicamente costituite. Questi nuovi rapporti fondati sulla pace, sul disarmo, e sul rispetto del diritto internazionale devono offrire alla generazioni future la prospettiva di vivere senza guerre, di mettere in comune i progressi fatti nel campo dei diritti umani, delle conoscenze, dell'avanzamento scientifico, il patrimonio culturale, cioè, nella sua complessità. Questa cultura di pace, che si preoccupa della giustizia sociale e della vita democratica delle società, è alla base della nostra determinazione.
In Europa, da oltre 40 anni, si è costituito uno spazio strutturato da trattati di successione, che si è man mano allargato fino a diventare l'attuale Unione Europea composta da 25 paesi.
Il Mouvement de la Paix sostiene l'idea che la costruzione di questa Unione ne faccia un luogo in cui realizzare quelle nuove relazioni tra popoli che troppo spesso in passato si sono vicendevolmente straziati.
Noi vogliamo che l'Unione Europea diventi per tutti i popoli del mondo il simbolo della riconciliazione e della cooperazione, delle grandi dinamiche democratiche e sociali, e che si dedichi contemporanemente alla creazione di una vera cultura di pace che sia a vantaggio di tutte le persone.
La messa in discussione del Trattato Costituzionale sottomesso a referendum deve essere per tutti l'occasione per esprimere tale esigenza, per verificare che gli articoli siano a esso conforme e che consentano di avanzare sulla strada della cooperazione, del rispetto dei diritti, del dibattito democratico, della pace e del disarmo.
Il Mouvement de la Paix si augura di potere esprimere in questo dibattito il proprio punto di vista
Nella parte I, titolo I, la promozione della pace e dei suoi valori è inserita tra gli obiettivi dell'Unione (art. I-3-1), il che è positivo. Pensiamo che la pace sia inclusa anche nei valori dell'Unione (art. I-2).
Nel titolo V (cap. II), la politica esterna di sicurezza e difesa proposta nel testo costituzionale dovrebbe poggiare sul diritto internazionale, sul multilateralismo sostenuto dalle Nazioni Unite e sui valori fondamentali della Carta dell'ONU : la messa al bando della guerra come strumento della politica, il rifiuto della forza per risolvere i conflitti, il disarmo e l'utilizzo delle risorse ….. al servizio della vita.
Sarebbe necessario integrare nuove dimensioni, in particolare :
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Il rispetto dei trattati sul disarmo e delle convenzioni internazionali sui diritti, il loro approfondimento con il processo di verifica, di controllo, di trasparenza e di reciproca fiducia
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Il consolidamento dei diritti umani e l'acquisizione di nuovi diritti
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L'impegno dell'Unione al fine di favorire una cultura di pace come motore di una crescita reciproca, duratura e armoniosa.
L'Europa deve promuovere una « sicurezza collettiva » e una cooperazione moderna radicate nel multilateralismo, e una « sicurezza dell'uomo» che poggi sulle acquisizioni della Convenzione Europea sui Diritti dell'Uomo e del Consiglio d'Europa, più importante dell'Unione Europea, e sull'implicazione della società civile e del tessuto associativo.
Nel contesto della prevenzione dei conflitti, il difficile ruolo dell'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) deve essere preservato.
Ciò presuppone che la politica della UE sia svincolata dalla tutela della NATO, patto militarizzato risalente al periodo della guerra fredda.
Siamo preoccupati per il seguente impegno inserito nell'articolo I-41-2 : «La politica dell'Unione (…) rispetta gli obblighi derivanti dal Trattato del Nord Atlantico per quegli stati membri che ritengono che la loro comune difesa si realizzi nel contesto dell'organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord e che essa sia compatibile con la comune politica di sicurezza e di difesa stabilita in tale contesto ».
L'Europa che vogliamo deve partecipare attivamente al disarmo mondiale. In quest'anno in cui ricorre il 60° anniversario dei bombardamenti su Hiroshima e Nagasaki, i popoli e i loro rappresentanti devono raddoppiare gli sforzi affinché nella conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione, che si terrà in Maggio 2005, si compiano dei concreti passi in avanti verso il disarmo.
Nella loro petizione, il Mouvement de la Paix e i pacifisti italiani hanno raccolto centinaia di migliaia di firme chiedendo che l'articolo 1 del trattato costituzionale sia :
Articolo 1 : « L'Europa rigetta la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti internazionali e riconosce il diritto alla pace come un diritto fondamentale. L'Europa promuove la creazione di un ordine mondiale pacifico e democratico, e sostiene il rafforzamento e la democratizzazione delle Nazioni Unite e lo sviluppo della cooperazione internazionale ».
Il progetto attuale sviluppa un altro orientamento, quello di un'Europa che si militarizza sempre più, che si impegna a migliorare le proprie capacità militari, le industrie produttrici di armi, senza condannare il commercio delle armi, investendo ancora di più nella ricerca militare in vista « di future necessità operative ».
Al contrario, nessuna precisazione sul futuro degli armamenti nucleari in Europa, né sulla posizione dell'Unione riguardo alle esigenze del Trattato di Non-Proliferazione nucleare e al disarmo. Dobbiamo leggere il testo del progetto secondo i fondamenti della cultura di pace riportati dall'ONU nel proprio programma del decennio della cultura di pace.
Ciò ci riporta ai diritti e alle libertà, alla giustizia sociale, alla democrazia all'interno dell'Unione.
La Carta dei Diritti Fondamentali, già nel Trattato di Nizza, non è quindi un qualcosa in più che si deve al nuovo progetto. Ma le lacune in diversi campi (diritti sociali, protezione sociale, diritti delle donne, aborto, contraccezione, diritti degli immigrati, cittadinanza, diritto d'asilo, laicità, libera circolazione delle persone….), i ritardi su determinate carte sociali già esistenti in Europa e su determinate situazioni nazionali già acquisite, la sua non-giudicabilità davanti ai tribunali in caso di violazione, assumerebbero un « valore costituzionale », difficile da migliorare attraverso le vie legislative, quand'anche l'iniziativa delle leggi resta sempre nelle mani della Commissione, malgrado qualche progresso nelle prerogative del Parlamento Europeo.
Nella forma e nello spirito, il testo costituzionale proposto non ci sembra che rappresenti la nostra visione globale e dinamica della costruzione di un'Europa per la Pace. Il Mouvement de la Paix considera il Trattato Costituzionale ben lontano dai suoi valori fondamentali e, di conseguenza, adotta una posizione critica in merito.
Spetta ai cittadini, in ultima istanza, esprimere la propria opinione in tutta libertà quando vi sarà il prossimo referendum. Il Mouvement de la Paix si augura che siano in molti a farlo.
Da parte sua, il Mouvement de la Paix chiama i propri soci a difendere, nell'attuale dibattito, la loro volontà di vedere emergere un'Europa democratica, di pace e di giustizia sociale, impegnata fermamente sulla via della cooperazione, dello sviluppo duraturo, del disarmo e della risoluzione pacifica dei conflitti nel rispetto del diritto internazionale, del ruolo dell'ONU e dei principi della sua Carta.
Saint-Ouen, 1 marzo 2005 |